Iconografie dissonanti

 

 

I cattolici moderni hanno scambiato la GMG per un grande happening, un rave di orrendi “bravi ragazzi” che saltano, cantano e ridono come scimmiette   nel circo mediatico … Celine l’aveva profetizzato: “L’avvenire, io so come sarà … Una grande ammucchiata a non finire … con in mezzo un pò di cinema …”. A te che sei a Madrid, sull’ultima frontiera a ridosso del precipizio, sotto l’assedio di stelle filanti e fuochi d’artificio, ricordo che sei fatto per un’altra natura. Sei fatto per guardare negli occhi le fiere che si fanno incontro nell’arena della vita, con le braccia levate al cielo per ricevere dal Padre la forza di rimanere  semplicemente al tuo posto, immobile come una montagna.

4 pensieri riguardo “Iconografie dissonanti”

  1. Mio caro, migliaia di giovani che si accostano al sacramento della riconciliazione, che si inginocchiano di fronte alla Santa Eucarestia, che ascoltano – chi più chi meno – le parole del magistero della Chiesa … che sostano di fronte a quel monumeto alla cristianità dell’Escorial!!! e tu ti accodi alla supponenza dei cattolici adulti? pentiti della tua incredulità e da’ lode al Signore di quanto sta accadendo…
    vittorio , tuo fratello

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    1. Caro Vittorio, provo a spiegarmi meglio … Il post “Iconografie dissonanti” vuole essere un commento alla copertina di “Famiglia Cristiana” e al modo in cui il giornale ha svilito la figura dei giovani della GMG, facendoli passare per idiote comparse degne del circo Barnum. C’è un cattolicesimo di plastica, finto come i capelli di Barbie, fatto di sorrisi e nasini all’in su che passa attraverso la linea editoriale di questa rivista che, ogni volta, mi fa venire l’orticaria. Costoro dimenticano che Gesù è nato in una fetida stalla, come dice Papini … Questo cattolicesimo si dice “moderno” per distinguersi dall’unico cattolicesimo che non ha bisogno di aggettivi per qualificarsi e che da sempre è raffigurato nelle catacombe come nelle chiese attraverso un’altra storia, non idealizzata, non ipotetica, ma vissuta da uomini e donne in carne e ossa, i santi e i martiri della Chiesa. Da qui le iconografie dissonanti.
      A proposito della GMG considero Madrid, e quindi la Chiesa, l’ultima frontiera da difendere, assediata dalle lusinghe del nostro tempo (“le stelle filanti e i fuochi d’artificio”) e minacciata all’interno da pericolosi cavalli di Troia. Le immagini della messa all’aeroporto di Cuatro Vientos mi hanno riportato poi alla memoria l’esperienza di Tor Vergata, cui ho partecipato adulto solo nell’età. L’omo salvatico.

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  2. Siamo daccordo su molte cose vecchio mio, ma che ne dici di un po’ più di quella “sorprendente” gioia di cui parla Lewis? mi permetto di dirti queste cose perchè nelle tue riflessioni non riesco a trovare un aspetto che pure mi pare decisivo: ” la forza di Dio è la gioia del suo popolo”; incontrarLo è cogliere nella sua più profonda verità e bellezza ( come spesso tu rimarchi) la domanda di felicità che c’è in ogni uomo. Scrive don Giussani che “la forza dell’uomo è tutta concentrata nella ricerca di soddisfazione, di felicità. Ora, Dio non solo esiste in questi sentimenti, ma è in questi sentimenti la Sua risposta, la Sua presenza, quella Presenza per cui uno dice: «È così!». ” La forza di Dio è la gioia del suo popolo, e il suo popolo è fatto anche di ragazzini un po’ sempliciotti e distratti….

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    1. Hai ragione. Non troverai qui nella selva una gioia che “abbaglia”. Questa è roba per saltimbanchi e giocolieri, illusionisti di professione. Ma quanto vorrei che giungesse nelle parti più oscure del bosco la “perfetta letizia” di frate Francesco! … Nella “Ballata del Cavallo Bianco” di Chesterton, in questi giorni in programmazione al Meeting di Rimini, si parla di uomini segnati dalla croce di Cristo che vanno lieti nel buio, di uomini che hanno bevuto il sangue di Cristo che vanno cantando di fronte alle ingiurie. E’ il gesto irriverente di Hetty Hillesum che lancia dal vagone del treno che la porta ad Auschwitz una cartolina con sopra scritto: «Siamo partiti cantando». Esile come stelo di margherita, ma con un pezzo di cielo dentro … L’omo salvatico.

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