Cara CEI ecco i preti che vorrei …

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Sono appassito a vedere l’ultimo spot della CEI sul sostentamento dei preti. La Chiesa sembra aver rinunciato al suo compito di trasmettere la fede per ridursi ad una associazione di volontariato dove signori vestiti di nero, tumefatti dalla vita, camminano sulle strade del mondo per portare coperte, arance e un pasto caldo, ma non Gesù Cristo, vero cibo, ai più deboli e dimenticati … Domenico Giuliotti, il primo salvatico, nel 1914 scriveva di altri preti, preti francesi che le circostanze del tempo avevano portato sulla linea del fronte. Abbiamo bisogno di preti così, pronti a dare la vita per “il piccolo gregge”. Di volenterosi, pieni di buoni sentimenti, ne è pieno il mondo:

“Leggo una corrispondenza che Diego Angeli ha inviato, da Parigi, al “Giornale d’Italia”. Vi si narra dei preti francesi alla guerra, dei preti sacerdoti, dei preti eroi. Tutto l’articolo è una lunga enumerazione d’episodi sublimi. La cosa pei nemici personali del Crocefisso è agra. Ne godo. Questi insopportabili preti, che furon cacciati dalla porta, rientrano dalla finestra e si vendicano. Questi impostori, questi corruttori, questi vigliacchi (soprattutto, così furon chiamati, questi vigliacchi) cattolicamente si vendicano, insegnando (invano!), in prima linea, su tutti i campi di battaglia francesi, ai gloriosi abolitori di Dio, rifugiati patriotticamente a Bordeaux, come si combatta e si muoia. La persecuzione, la calunnia, il vilipendio, il ladrocinio, la violenza, le sopraffazioni d’ogni genere dei gloriosi abolitori di Dio rifugiati, nell’ora del ferro e del fuoco, patriotticamente a Bordeaux, non hanno valso a schiacciarli. Sugheri che, se li calchi, si rialzano, erba che, se la falci, rispunta, schegge della Croce che in ogni naufragio galleggiano, questi insopprimibili preti – istituzione misteriosa – sanno che non passeranno se non passi il mondo. Il mondo s’è ingegnato di scoterseli da dosso, e son rimasti ritti. Il mondo ha scatenato l’uragano della Riforma, e son rimasti ritti. Il mondo ha scatenato il cataclisma della Rivoluzione Francese, con l’avanguardia dell’Enciclopedia e la retroguardia del terrore, e son rimasti ritti. Il mondo ha fatto stamburare, per tutto il secolo decimonono, d’innanzi a tutti i portali delle chiese, una bagascia carica di lambicchi, di fornelli, di microscopi e di storte che chiamava sè, a gonfie gote, La Scienza e si vantava d’aver, su quei fornelli e con quei lambicchi, volatizzato il Creatore, e i preti – razza incuriosa perchè fissa in Cristo – hanno seguitato, ne’ templi semivuoti, senza voltarsi indietro, a celebrare la Messa. La cosa, per Monsieur Tout le Monde, superatore del Vangelo incominciava a diventare inquietante. Quand’ecco, all’improvviso, di contro all’empietà, qui rabbiosa, là oscenamente sonnolenta, d’una platea di bruti, s’è aperto, grondando sangue, il sipario, sull’odierna tragedia europea. Allora – episodio, dal lato morale, culminante – d’innanzi ad altari posticci, su tutti  i campi di battaglia della Francia invasa, si son visti i preti, ancora i preti, sempre i preti, tra lo scoppiar delle granate, elevar l’ostia consacrata sui reggimenti in ginocchio, e, subito dopo, deposti i paramenti sacri e afferrato il fucile, soldati, coi loro fratelli soldati, slanciarsi contro il nemico e morire. Tutto ciò per il molto rispettabile chimico-farmacista monsieur Homais – personaggio, ancora per poco, universale – è ben triste; ma tutto ciò vuol dire (bisogna confessarlo a denti stretti) che il legno della Croce è incommensurabile.