Estraniamento

 

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Ieri al parco mentre i bambini giocavano ho provato una sensazione di desolante estraniamento. L’erba era alta come nella savana dopo il periodo delle piogge. Oltre gli sterpi imbalsamati uno sciame di donne avvolte in coloratissimi sari confabulavano lente sotto la canicola. Mi sono detto, stare qui corrisponde a un altrove che non mi appartiene. Il fico indiano che avete piantato nel mio giardino sarà pure l’albero del satori, ma non ha le mie radici i miei rami i miei fiori. Io dico, il mio Dio mia moglie e i miei figli, non perché rifiuto o disprezzo l’altro, ma perché l’amore, dice il poeta aviatore, non è una entità messa lì per caso come un oggetto tra gli altri, ma il coronamento di un cerimoniale, un lento processo di approssimazione e insondabile avvicinamento.