I decollati

I murales non mi sono mai piaciuti, deturpano le pareti, come i tatuaggi incisi sulla pelle. Non c’è nulla da aggiungere alla pietra ben messa, a certe facciate sgarrupate dei cortili  napoletani. Ma davanti a quel busto esangue effiggiato sotto il tunnel, ci sono rimasto inchiodato. Mi sono detto, ci vogliono proprio così: eburnei, inermi, sbudellati e decollati, scarti da museo da relegare dentro gli scantinati. In principio è stato padre Hamel, sgozzato sull’altare dagli islamisti col cellulare. Era il 2016 ed è stato come rivivere il Venerdì Santo ma, neanche a dirlo, loro l’hanno abolito il Venerdì Santo! Per loro c’è solo Domenica … Domenica è sempre Domenica! Hanno detto, the show must go on, e senza ritegno (con il cadavere ancora caldo) hanno convocato la tribù che balla alla GMG di Cracovia. Poi hanno invitato i nuovi sacerdoti del sinedrio e i loro lupi ignoranti, a pregare per la pace insieme agli agnellini innocenti. Ancora me li ricordo quei volti da sgherri, mentre sbuffavano e sghignazzavano durante la messa. Abbiamo accolto a braccia aperte i nostri novelli sicari, i nostri tagliagole ancora aspiranti. Mi sono detto, capiterà di nuovo, ne sono certo, succede sempre così a quelli che per ignavia mettono la testa sotto la sabbia… E’ ricapitato!

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