Rosarectomy

La vignetta apparsa sul Sunday Independent dopo la vittoria del Si all’aborto in Irlanda la dice lunga sul vero bersaglio della legislazione abortista, divorzista, antifamilista che connota gli ordinamenti dei paesi d’Occidente: l’espianto chirurgico del cristianesimo dal cuore profondo dell’Europa. L’Io ipertrofico e secolarizzato ha espunto il divino che lo abita per farsi esclusivo artefice della sua storia. È il colpo finale al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, al Dio che vuole fare storia con l’uomo, con ciascun uomo, con me e con te, e che si ritrova, di punto in bianco, messo fuori alla porta. Mi inchino all’impotenza rispettosa di questo Dio, al Dio di Etty Hillesum che con lieve cuore andava cantando verso la morte. Un Dio che non ci può più aiutare e che ci chiede di essere aiutato …

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La campana

Appena ho visto la campana di Pietrosanti trafitta da mille fucili, in esposizione alla Triennale di Milano, ho ripensato ai più bei versi cristiani, scritti da un algido poeta, nichilista pagano: Gottfried Benn. Li recito a memoria, come un mantra ossesivo che ogni giorno percuote le mie corde “… Di sonno non ho bisogno. Di cibo quanto basta per non crepare! Inesorabile è la lotta, e il mondo è irto di punte di spade. Tutte hanno fame del mio cuore. Una per una devo, disarmato, fonderle nel mio sangue”.

Alla Triennale di Milano, dal 9 maggio al 10 giugno 2018, è in mostra “Non avere timore” sul tema dell’Annunciazione, nato dall’esperienza di un eremitaggio condiviso tra Roberto Pietrosanti e Giovanni Lindo Ferretti. 

Alfie

E’ paradossale che proprio i cristiani, ostinati creduloni del Risorto, si battano per tenere incatenata di qua una piccola vita desiderosa (come i santi) di conoscere la luminosa pienezza dell’aldilà. E’ che la vita malformata, malriuscita, sbagliata ha una speciale missione da compiere. E’ per noi, non noi per essa. Ci chiama ad un supplemento d’amore, ci impone una resa, uno sguardo fisso (come il Piccolo Principe con la sua rosa). Il forte difende l’indifeso … sempre! Oltre quest’argine di civiltà si levano i tentacoli straripanti dello Stato totalitario.

Superstiti

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Questa storia dell’oscuramento del cartellone di “Provita” mi indigna. Il messaggio ha quali destinatari quei figli indesiderati (io tra questi) che hanno avuto il culo (magari per convinzioni veterotestamentarie della madre) di non essere stati abortiti. Non capisco chi dice di sentirsi offeso al punto da invocarne la rimozione perché è proprio questa richiesta a suonare offensiva nei confronti dei superstiti (vittime dei novelli “oscurantisti”) … Alla fine dei conti mi sembra chiaro che il diritto all’aborto ha sempre di più, quale macabro contraltare, l’obbligo del silenzio.

Flatus vocis

Il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ha avuto una grande risonanza mediatica perché è apparso come una presa di posizione della Santa Sede nel dibattito sullo ius soli.
E’ difficile credere il contrario visto che porta la data del 14.1.2018 e la sua anticipazione non aveva altra perspicua ragione. Alcuni commentatori si sono soffermati su talune gaffe del Pontefice che avrebbe citato in modo improprio il suo predecessore sull’esigenza di anteporre la sicurezza personale a quella nazionale dimostrando che nella “Caritas in veritate” Benedetto XVI si sarebbe riferito ad altro contesto, non quello dell’accoglienza. Altri hanno addirittura escluso che le parole di Papa Benedetto abbiamo mai posto in contrapposizione (o sovraordinato) i diritti delle persone emigrate e quelli dei paesi di loro approdo.
La querelle è sorta perché Papa Francesco nel suo messaggio ha affermato che dovrebbe esistere un diritto universale alla nazionalità che andrebbe riconosciuto e opportunamente certificato a tutti i bambini e le bambine sin dal momento della nascita. Questa affermazione ha fatto ritenere ai più che Bergoglio si fosse schierato in favore dello ius soli, ovvero, per il riconoscimento del diritto di cittadinanza nel luogo di nascita del bambino.
A ben vedere il Papa ha fatto invece riferimento al problema degli apolidi: le persone prive di qualsivoglia cittadinanza. Infatti il testo prosegue facendo presente che “la apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale”.
Sarà pur vero che il Pontefice nel suo messaggio si è rivolto urbi et orbi ma ogni riferimento, stimolo o suggerimento al Legislatore italiano (come lascia intendere la scelta della sua anticipazione) può dirsi inappropriato. Proviamo a capire perché!
Intanto, il bambino che nasce in Italia da genitori migranti, in base all’ordinamento vigente, non è privo di nazionalità ma ha quella dei suoi genitori.
Vi chiederete, ma quelli che una cittadinanza non ce l’hanno che fine fanno?
L’art. 1 della legge 5.2.1992, n. 91, afferma che è cittadino per nascita anche chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ed è quindi lui stesso apolide. Allo stesso modo, è cittadino per nascita il figlio che non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. Quindi, non si venga a dire che l’introduzione dello ius soli si rende necessaria per contrastare l’apolidia dei migranti. E’ una bufala colossale!

 

Lo zampino di Dio

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La notizia è di ieri. I nipotini di satana volevano radere al suolo la Sagrada Familia. Poi hanno ripiegato sulla carne inerme della Rambla. Loro sanno che per i cristiani il corpo è dimora del Dio incarnato e abbatterlo equivale a demolire un tempio … Non pensare che l’obiettivo della cattedrale di Barcellona sia stato scelto a caso. Non si tratta della solita chiesa-garage, progettata da archistar atee e finanziata con i soldi pubblici. E’ una vera chiesa realizzata così come la sognano i bambini, costruita pietra su pietra soltanto con l’obolo dei suoi fedeli. Anzi, per dirla tutta, dopo oltre cent’anni, è ancora in corso di realizzazione e si sviluppa con passo lento ma inesorabile così come un’anima ben formata. Si erge maestosa a somiglianza del Montserrat e i suoi pinnacoli sono simili a stalagmiti, che goccia dopo goccia, si elevano al cielo. Al suo interno le colonne sono simili a tronchi e insieme formano una enorme foresta abitata dagli angeli che si contrappone alla desertificazione. L’autore, Antoni Gaudì, è l’architetto più visionario e religioso di tutti i tempi, a riprova che l’unico sguardo che oltrepassa il nulla è solo quello della fede. Lui, il più antimoderno dei modernisti si era messo in testa di edificare un tempio per espiare le nefaste conseguenze della Rivoluzione Francese e della secolarizzazione. Gli anarchici, un tempo, hanno provato a distruggere la sua opera senza tuttavia riuscirci. Oggi gli islamisti ci hanno riprovato senza nemmeno arrivarci. Qui c’è lo zampino di Dio …