La porta

Sai perché le parole latine hospes (ospite) e hostis (nemico), sebbene  agli antipodi, hanno la stessa radice? Perché gli antichi, pur considerando sacra l’ospitalità, ne coglievano la potenziale ambivalenza. È vero infatti che, nel mito di Filemone e Bauci, Zeus ed Ermes bussano alla porta nelle vesti di due mendicanti, ma è anche vero che quando abbassi la guardia ti ritrovi dentro le mura il cavallo di Troia. Anche nei Vangeli c’è una chiara distinzione tra chi entra nel recinto dalla porta (il pastore) e chi il recinto lo scavalca (il ladro e il brigante). Per quelli che compaiono all’orizzonte, quindi, c’è una Fortezza Bastiani da spolverare, proprio laggiù, al limite estremo, dove s’agita  la frontiera. I cattolici aperti e moderni, obnubilati dal processo di autodenigrazione e di liquidazione della propria identità, sembrano aver dimenticato questa elementare evidenza …

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L’uomo che abbracciava le onde

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Non dirmi che se crolla una chiesa, una chiesa vuota,  la faccenda riguarda solo ingegneri, architetti e seriosi funzionari dei Beni Culturali. Potrei darti ragione per il crollo di un ponte, ma non di una chiesa, di una chiesa vuota … Poni attenzione. Ascolta. Se frana una montagna è forse colpa solo della pioggia? Dimmi, chi ha consentito che l’uomo abbandonasse le valli e i boschi, e la cura delle cime frondose, lassù, più su, fin sopra alle vette? Cosa faceva il padrone mentre i buoi  fuggivano dall’umile stalla? Vieni qui. Aspetta. Voglio sussurrarti qualcosa all’orecchio. Devi sapere che il padrone se ne stava lì, sulla banchina del porto, con la candida veste talare, intento, assorto, ad abbracciare le onde …

Rosarectomy

La vignetta apparsa sul Sunday Independent dopo la vittoria del Si all’aborto in Irlanda la dice lunga sul vero bersaglio della legislazione abortista, divorzista, antifamilista che connota gli ordinamenti dei paesi d’Occidente: l’espianto chirurgico del cristianesimo dal cuore profondo dell’Europa. L’Io ipertrofico e secolarizzato ha espunto il divino che lo abita per farsi esclusivo artefice della sua storia. È il colpo finale al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, al Dio che vuole fare storia con l’uomo, con ciascun uomo, con me e con te, e che si ritrova, di punto in bianco, messo fuori alla porta. Mi inchino all’impotenza rispettosa di questo Dio, al Dio di Etty Hillesum che con lieve cuore andava cantando verso la morte. Un Dio che non ci può più aiutare e che ci chiede di essere aiutato …

La campana

Appena ho visto la campana di Pietrosanti trafitta da mille fucili, in esposizione alla Triennale di Milano, ho ripensato ai più bei versi cristiani, scritti da un algido poeta, nichilista pagano: Gottfried Benn. Li recito a memoria, come un mantra ossesivo che ogni giorno percuote le mie corde “… Di sonno non ho bisogno. Di cibo quanto basta per non crepare! Inesorabile è la lotta, e il mondo è irto di punte di spade. Tutte hanno fame del mio cuore. Una per una devo, disarmato, fonderle nel mio sangue”.

Alla Triennale di Milano, dal 9 maggio al 10 giugno 2018, è in mostra “Non avere timore” sul tema dell’Annunciazione, nato dall’esperienza di un eremitaggio condiviso tra Roberto Pietrosanti e Giovanni Lindo Ferretti. 

Alfie

E’ paradossale che proprio i cristiani, ostinati creduloni del Risorto, si battano per tenere incatenata di qua una piccola vita desiderosa (come i santi) di conoscere la luminosa pienezza dell’aldilà. E’ che la vita malformata, malriuscita, sbagliata ha una speciale missione da compiere. E’ per noi, non noi per essa. Ci chiama ad un supplemento d’amore, ci impone una resa, uno sguardo fisso (come il Piccolo Principe con la sua rosa). Il forte difende l’indifeso … sempre! Oltre quest’argine di civiltà si levano i tentacoli straripanti dello Stato totalitario.

Superstiti

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Questa storia dell’oscuramento del cartellone di “Provita” mi indigna. Il messaggio ha quali destinatari quei figli indesiderati (io tra questi) che hanno avuto il culo (magari per convinzioni veterotestamentarie della madre) di non essere stati abortiti. Non capisco chi dice di sentirsi offeso al punto da invocarne la rimozione perché è proprio questa richiesta a suonare offensiva nei confronti dei superstiti (vittime dei novelli “oscurantisti”) … Alla fine dei conti mi sembra chiaro che il diritto all’aborto ha sempre di più, quale macabro contraltare, l’obbligo del silenzio.